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Letto, confermato e sottoscritto
Il Presidente Il Segretario Comunale
Guzzonato Michelangelo Morganti Stefano
Annotato impegno di spesa di € sul cap.
del Bilancio 2004 Senigallia Il Dirigente Servizio Finanze
= = = =
Per copia conforme ad uso amministrativo. Lì,
La presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio dal 26 luglio 2004 al 10 agosto 2004 ai sensi dell’art. 124, 1° comma, del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267. Lì, 11 agosto 2004 Il Segretario Comunale
La presente deliberazione, non soggetta a controllo, è divenuta esecutiva, ai sensi dell’art. 134 del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267, in data 6 agosto 2004, essendo stata pubblicata il 26 luglio 2004 Lì, 9 agosto 2004 Il Segretario Comunale
Spazio riservato all’eventuale controllo preventivo di legittimità, richiesto ai sensi dell’art. 127 del D.Lgs. 18/8/2000 n° 267:
Per copia conforme ad uso amministrativo. Lì, C O M U N E D I S E N I G A L L I A PROVINCIA DI ANCONA DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N° 40 Seduta del 25/05/2004 OGGETTO: APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO COMUNALE SULLA TUTELA DEGLI ANIMALI L’anno DUEMILAQUATTRO addì VENTICINQUE del mese di MAGGIO alle ore 20,15 nel Palazzo Municipale di Senigallia e nella solita sala delle adunanze consiliari. Previa convocazione nei modi di rito, si è oggi riunito, in seduta straordinaria, il Consiglio Comunale. Fatto l’appello nominale, risultano: Consiglieri Pres. Ass. Consiglieri Pres. Ass. 1. Allegrezza Elisabetta X
- Guzzonato Michelangelo
X
2. Angeloni Luana
X
- Magi Galluzzi Lorenzo
X 3. Bacchiocchi Andrea X
- Mariotti Valter
X 4. Belligoni Maurizio
X
- Massacesi Lucio
X
5. Bello Massimo
X
- Montagna Luciano
X 6. Bittoni Fiore X
- Montesi Elisabetta
X 7. Cameruccio Gabriele X
- Montesi Luciano
X 8. Campanile Gennaro X
- Onori Daniele
X 9. Carli Paolo X
- Paradisi Silvano
X
- Cicconi Massi Alessandro
X
- Quagliarini Enrico
X
- Corinaldesi Daniele
X
- Schiavoni Stefano
X
- Crivellini Claudio
X
- Severini Alberto
X
- Donatiello Giulio Gerardo
X
- Tognetti Luca
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- Fratini Sandro
X
- Tonni Perucci Elisabetta
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- Gaggiottini Mauro
X
- Volpini Fabrizio
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- Girolimetti Gabriele
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T O T A L E P R E S E N T I N ° 1 6 El Alam Mohamed Consigliere Straniero Aggiunto
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Sono, altresì, presenti gli Assessori: Albani Alfio, Ceresoni Simone, Mangialardi Maurizio, Massi Giuseppina e Stefanelli Francesco. Essendo legale l’adunanza per il numero degli intervenuti, il Dott. Guzzonato Michelangelo nella qualità di Presidente, dichiara aperta la seduta, alla quale assiste il Segretario Comunale Dott. Morganti Stefano. Chiama a fungere da scrutatori i Consiglieri Signori: : 1º Paradisi Silvano; 2º Campanile Gennaro; 3º Massacesi Lucio.
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Il Presidente del Consiglio GUZZONATO :«enuncia l’argomento iscritto al punto 5 dell’ordine del giorno e concede la parola all’Assessore Ceresoni per una relazione introduttiva.
L’Assessore CERESONI: «La proposta è stata oggetto di valutazione da parte della Commissione Consigliare in due sedute. All’interno degli stessi lavori ho ritenuto apportare alcune modifiche, proposte dai commissari, in modo tale da rendere questo regolamento più aderente alla realtà locale Senigalliese. In modo particolare, le modifiche apportate riguardano l’articolo 12, su come regolamentare l’accesso ai giardini, ai parchi e alle aree pubbliche, e una serie di precisazioni sui principi ispiratori, quindi dall’articolo 1 all’articolo 5. Questa proposta di deliberazione del Consi- glio Comunale ha un duplice scopo: da una parte effettuare una sorta di riordino delle varie ordinanze che sono state messe nel tempo dall’Amministrazione Comunale e quindi creare una sorta di testo unico comunale, per ciò che riguarda 3 la vita degli animali sul nostro territorio, ma anche il compor- tamento dei proprietari di animali. Dopo una serie di principi valoriali, dove l’Amministrazione Comunale riconosce anche l’attività di Associazioni di Volontariato, che debbono essere sostenute dall’Amministrazione Comunale, perché svolgono un lavoro gratuito rispetto alla promozione di una cultura dell’accoglienza degli animali, che spesso favorisce le adozioni di animali, specie pensando ai cani del nostro canile sanitario o che te- niamo presso l’Hotel del Cane a Montemarciano, vogliamo affermare la necessità di promuovere pratiche di educazione ambientale, con attenzione agli animali stessi. Poi si vietano tutte le forme di maltrattamento ad animali. Una precisa casistica riguarda la promozio- ne di esposizioni di animali durante fiere o altre iniziative simili. Questo perché, da uno studio di comparazione che abbiamo potuto fare con i nostri mezzi, abbiamo visto che con normative simili a queste, i Comuni hanno ottenuto nel tempo una maggiore qualità dei venditori ambulanti, per ciò che riguarda il trattamento degli animali durante le fiere e i mercati. Poi viene riproposta, come sprone anche per l’Amministrazione Comunale, la previsione per i deten- tori di cani di dotarsi del materiale necessario per la raccolta di escrementi, che è uno dei punti più critici per chi detiene animali. Molto spesso non si osserva questa previsione, già oggetto di ordinan- za, però se venisse questo regolamento darebbe alla Amministrazione Comunale la possibilità di ri- lanciare, con una forte comunicazione, l’obbligo per i detentori di cani di lasciare l’ambiente pulito. Ovviamente, dopo la fase comunicativa, avrebbe luogo una fase di sanzionamento per tutti coloro che non rispettano questa norma, che crea conflitto tra chi non ama gli animali e chi invece li detiene. Ovviamente non si vuole fare di tutta un’erba un fascio, perché ci sono proprietari di animali che ri- spettano questa norma a fronte di altri che non lo fanno. L’articolo 12, che è stato l’articolo più og- getto di discussioni, era stato da me inizialmente proposto come la possibilità per i detentori di ani- mali di poter accedere a tutti i luoghi pubblici.
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Da parte di molti Commissari c’è stata la necessità di porre il divieto di accesso agli animali, in quelle aree segnalate con apposito cartello e destinate al gioco dei bambini. Questo perché ancora non esiste una cultura che possa permettere questa pratica, che avevo proposto. Probabilmente ci sono una serie di problemi, registrati in passato, che non ci permettono di avanzare questa proposta, per cui l’articolo 12 è stato riformulato, vietando l’accesso alle aree destinate per particolari scopi, come le aree giochi per bambini, compresi i giardini e parchi, eccetera. È una normativa che ovviamente andrà gestita e che permetterà alla comunità locale di fare un piccolo passo, per quello che riguarda la tutela degli animali, ma anche per una civile coesistenza tra detentori di animali e non. Questa è un po’ la finalità che ci vogliamo dare. Ov- viamente, questo tipo di normativa, fa il punto sull’impegno da parte dell’Amministrazione Comunale ad incentivare le adozioni dei cani, che noi oggi deteniamo, con un consistente e- sborso di denaro pubblico, presso il canile convenzionato. Perché le adozioni siano possibili, occorre creare dei percorsi di comunicazione e far sì che i cittadini possano accedere al canile e creare quel rapporto di necessario tra gli animali e le persone interessate all’adozione. Questo regolamento crea quel terreno possibile di collabora- zione tra Associazioni, Amministrazione Comunale e singoli volontari. In coerenza con le pre- visioni dello stesso, nel nuovo incarico per il canile l’Hotel Del Cane, che è stata l’unica offerta che abbiamo avuto nella gara di appalto che abbiamo effettuato nel mese scorso, abbiamo in- serito l’obbligo di permettere programmi di entrata delle Associazioni dei volontari, con uno scopo e finalità ben precise, per incentivare le adozioni».
Si dà atto che nel corso di questo intervento è entrato il Consigliere DONATIELLO. Presenti con diritto di voto: 17.
Il Consigliere CAMPANILE (Margherita): «Intervengo riguardo questo regolamen- to che andiamo oggi ad approvare, ringraziando l’Assessore per l’impegno messo e per il la- voro di concertazione che è stato svolto, con le Associazioni e con i Commissari, che in Commissione hanno apportato il loro contributo. Sono contento che siano state recepite dall’Amministrazione quelle attenzioni poste da tutti i Consiglieri. Ringrazio anche la Dottoressa Capodivento che ci ha edotto sulle varie normative, le varie ordinanze che negli anni si sono susseguite nel nostro Comune. Riguardo questo, il regolamento appunto degli animali e quindi credo che sia uscito un buon regolamento, un regolamento che possa sicuramente dare una risposta alla nostra città. Per quanto riguarda l’articolo 12, che ha suscitato un po’ più di attenzione da parte di tutti i Commissari, quello degli accessi ai giardini degli animali, la volontà credo di tutti i Consiglieri sia stata quella di non volere i cani, perché ci sono alcuni luoghi che sono riservati quasi esclu- sivamente ai bambini, bambini molto piccoli. Ormai gli animali, i cani, i gatti, sono diffusi in quasi ogni famiglia, quindi non credo che
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l’attenzione posta dai Consiglieri sia quella di vietare l’accesso, perché non volontà di convi- venza tra l’uomo e l’animale, ma perché ci sono alcuni luoghi dove sono presenti molti bambi- ni, anche molto piccoli, e se non ci sono proprietari molto attenti ai loro animali, si possono ce- rare dei problemi. Sicuramente il problema dell’igiene è molto importante e chiaramente è necessario che gli or- gani provvedano. In questa città, abbiamo solo uno Free Dog e mi auguro che siano incentiva- te le adozioni, ma anche siano incentivati altri punti per poter portare gli animali e poterli lascia- re correre liberi. Quindi mi auguro Assessore che in questo anno che ancora rimane come Amministrazione, siano incentivate le adozioni e delle nuove aree Free Dog e, soprattutto, sia incentivata una nuova cultura anche con la comunicazione, l’informazione, magari facendo delle campagne nelle scuole e cercando di creare in chi detiene degli animali una responsabilità re- sponsabile. Ringrazio l’Assessore per questa proposta e mi auguro che il Consiglio Comunale possa votarla insieme, perché credo abbia recepito il contributo di tutti i Commissari».
Il Consigliere CRIVELLINI (A.N.): «E’ dal 1979 che la funzione prima esercitata dall’Ente Nazionale Protezione Animali è stata riversata sui Comuni, la vigilanza sull’osservanza delle leggi e sui regolamenti generali e locali relativi alla protezione degli anima- li. Per questo motivo, essendo così datata la norma, che successivamente ha visto anche ade- guamenti che riguardano il codice penale, il codice civile eccetera, lo stesso prevede già nel proprio regolamento di Polizia Municipale, prima stesura 1932, tutta una serie di articoli che riguardano in materia di animali e anche di protezione degli animali stessi. Pertanto, credo che la necessità manifestata attraverso questa proposta di delibera, di adottare un regolamento Comunale per la tutela degli animali, sia una non necessità. Credo che attraverso il regolamen- to di Polizia Municipale e la sua applicazione, soprattutto, o possibili integrazioni e adegua- menti, si sarebbe tranquillamente raggiunto lo scopo. Perché l’Amministrazione ha inteso pro- porre al Consiglio Comunale un regolamento ad hoc, pomposamente definito sulla tutela degli animali, che arriva nel testo di delibera alla tutela dei diritti degli animali. Anzitutto mi sembra improprio utilizzare certe parole, quasi con una sorta di equiparazione al generale concetto di diritti, che mi sembra un po’ tirato per i capelli, ma soprattutto quando viene illustrato a vantaggio di comportamenti, che già attraverso un controllo attento dei rego- lamenti attuali si sarebbe potuto raggiungere. Non credo che attraverso l’approvazione di que- sto regolamento verrà incentivata l’adozione. A parte che mi pare si tratti più di incentivare l’educazione oltre che la cultura, basterebbe l’educazione piuttosto che l’adozione. Credo che negli ultimi quindici, venti anni vi sia stata una proliferazione dell’acquisizione degli animali di affezione, i quali in gran parte naturalmente sono cani e gatti, ma non solo. Sono an- dati quasi a sopperire un bisogno di affezione per le persone, determinata dallo stile di vita, dalla diminuzione delle nascite, dall’abbandono delle persone anziane, da una serie di conside- razioni che hanno moltiplicato il problema del mantenimento e del modo con il quale i cittadini
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si rapportano con gli animali. Piuttosto, mi sembra la volontà di emanare un regolamento ad hoc, che parla di tutela di diritti, per una questione di immagine, di comunicazione, di apparte- nenza politica più che di risultati concreti. Io avevo detto all’Assessore, in quelle due occasioni di Commissione, che ricordavo vaga- mente che una decina di anni fa il nostro Consiglio si era interessato dell’argomento, l’Assessore si era preoccupato di andare a verificare attraverso gli uffici, ma non aveva trovato riscontro di questo. Io ho trovato invece il riscontro di questo. La seduta del 21 di giugno 1993 del Consiglio Comunale ha approvato modifiche e integrazioni degli articoli 76 e 92 del regolamento di Polizia Municipale. L’attuale articolo 76, che andremmo quindi ha modificare, perché il nostro regolamento si conclude con: dalla data entrata in vigore decadono tutte le norme con esso incompatibili eventualmente contenute in altre disposizioni comunali. Vuol dire che decadrebbe quell’articolo 76 del regolamento di Polizia Municipale, che recita: nelle pub- bliche vie e piazze, nelle località destinate a pubblici passeggi, i cani debbono essere condotti al guinzaglio, ovvero essere muniti di idonea museruola che impedisca in modo assoluto di mordere; i cani di grosse dimensioni, quali lupo, pastore tedesco e simili, nei luoghi affollati da persone debbono avere la museruola ed essere tenuti a guinzaglio; in ogni caso urine e feci e- ventualmente rimesse dai cani debbono rispettivamente: essere ricoperti con sabbia o segatura le urine, raccolte e asportate a cura del possessore o detentore occasionale che sia le feci; il Comune provvederà ad individuare e a delimitare con appositi segnali, aree destinate ai biso- gni corporali dei cani. Sono fatte salve le norme del codice penale eccetera. Con questo voglio dimostrare che non siamo in un paese nel quale non c’erano norme che in- tervenissero sull’argomento; l’ultimo provvedimento è stato del 5 dicembre 1997, il Sindaco aveva adeguato parte della normativa. Nel ’97 quindi, stante quella situazione normativa, il Sindaco emanava questa ordinanza. Constatato che il suolo pubblico risulta molto spesso im- brattato dei residui organici di animali, in particolare cani, con conseguenti proteste dei cittadini e compromissione del decoro complessivo della città, visti gli articoli 76 e92 del regolamento di Polizia Urbana, cioè quella che citavo prima, con il quale si regolamenta l’introduzione dei cani nei giardini e nei parchi pubblici e con il quale si determina i modi per la conduzione di tali animali, ordina: è fatto obbligo ai conduttori di cani, in qualsiasi luogo pubblico o aperto al pubblico, di essere in possesso dell’apposita paletta e sacco atta la rimozione dei residui orga- nici dei loro animali; i conduttori devono rimuovere i residui organici dei propri cani attraverso la suddetta attrezzatura; i residui organici raccolti dovranno essere messi negli appositi conteni- tori già esistenti nel territorio Comunale; chiunque violi le disposizioni contenute nella presente ordinanza sarà soggetto al pagamento di una somma di lire 200mila; la Polizia Municipale, gli uffici ed agenti della Forza Pubblica sono incaricati dell’esecuzione della presente ordinanza. Prima di questa ultima ordinanza, che porta a 200 mila, oggi circa 100 Euro, le sanzioni nel ca- so di conduzioni non secondo la norma, c’era un a deliberazione del Consiglio Comunale del 3 maggio del ’78, sempre relativa alle sanzioni, alla quantificazione delle stesse e al regolamento
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di Polizia Municipale. L’ho fatta un po’ lunga, Presidente, perché volevo che fosse chiaro che il regolamento è una non necessità, da questo punto di vista, per questi problemi è una non ne- cessità. Si poteva tranquillamente adeguare, se si voleva, quelle parti del regolamento di Polizia Municipale. Si insiste evidentemente per altri motivi, che sono quelli di immagine, il titolo della tutela dei diritti degli animali, l’adozione che attraverso questo regolamento verrebbe persegui- ta, cosa della quale dubito fortemente e poi altro. Quando si parla di maltrattamento di animali, si riserva alla autorizzazione della Giunta l’offerta di animali vivi di qualsiasi specie. In Commis- sione abbiamo approfondito questa questione; abbiamo esemplificato la questione che l’offerta di animali vivi poteva essere un modo di avvicinare i cittadini, i bambini soprattutto, all’affezione nei confronti degli stessi animali, quindi il fatto che si debba burocratizzare, attra- verso l’autorizzazione da parte della Giunta Municipale, sembrava un po’ assurdo e parados- sale, ma non solo. Evidentemente l’Amministrazione vuol dare a certe attività, che vengono definite benemerite, di cittadini, come i gattai e le lattaie, che debbono essere messi nelle con- dizioni di essere identificabili con tesserino di riconoscimento del Comune. Permettere agli stessi l’accesso a qualsiasi area di proprietà pubblica all’intero territorio Comunale, indipen- dentemente dei soggetti felini che la compongono, quindi basta che ci sia da qualche parte un gatterello, si presenta il gattaio munito di tesserino e può entrare nell’area pubblica. L’accesso delle gattaie o dei gattai a zone di proprietà privata è subordinata al consenso del proprietario. Questa precisazione ci mancava, abbiamo fatto salvo i proprietari della possibilità di dare li consenso, anche se nel momento in cui avvenisse il fatto, voglio vedere come il consenso sia stato non dato. Quindi un articolo del genere potrebbe permettere al gattaio munito di tesseri- no di entrare tranquillamente anche in una proprietà privata, magari adducendo il fatto di esse- re stato autorizzato dal proprietario, il quale non sa niente della cosa, perché ha sentito miao miao nel territorio di proprietà. Oggi si va avanti con le colonie feline tutelate dal Comune di Senigallia, che non possono esse- re spostate dal luogo dove abitualmente risiedono, che eventuali trasferimenti potranno essere effettuati però in collaborazione con l’azienda sanitaria ed esclusivamente per comprovate e documentate esigenze sanitarie, addirittura la dove ci sono i cantieri. I vari soggetti pubblici e privati che intendono eseguire opere edili, i cui interventi sono rica- denti in zone interessate da colonie felini, con l’imperversare della diffusione che ci è stata, penso che possa capitare dappertutto, devono provvedere prima dell’inizio dei lavori a darne comunicazione scritta all’Assessorato, che in collaborazione con il Servizio Veterinario dell’U.S.L. e di gattai, la loro opera benemerita, individuerà una idonea collocazione che deb- ba essere possibilmente vicina Assessore, potrei citarne degli altri passi di questo regolamento e vedere un atteggiamento al di fuori della realtà, come se i regolamenti non ci fossero o realtà fisiche non ci fossero, per cui arriviamo al paradosso che venti anni fa c’era l’accalappiacani e gli animali di affezione erano molto di meno [Si registra qui un breve contraddittorio fuori microfono] la Polizia Munici-
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pale doveva prevedere che i comportamenti dello stesso accalappiacani e dei cittadini fossero conformi allo stesso regolamento. I cittadini che avevano molto meno animali di affezione, vi- vevano evidentemente con un rapporto diverso e migliore di oggi, non sempre gli anni produ- cono progresso, qualche volta producono regresso. Oggi, invece, attraverso una regolamenta- zione del genere si sancisce un uso sbagliato, non educativo, del quale da tempo molti cittadini si lamentano. Consiglieri Comunali fanno interrogazioni, cittadini mandano articoli sui giornali, perché c’è una sporcizia, una lordura dappertutto. C’è gente che pensa non possa fare mai male a nessuno e poi sistematicamente succede il fatto. I gatti sul molo, di tutto si curano tran- ne che della cattura dei topi, i quali topi sono numerosissimi e grossi così [Si registra qui un breve contraddittorio fuori microfono] e il gattaio e gli amanti di questi gatti portano lì roba sul molo e lasciano tutto sporco, perché naturalmente [Si registra qui un breve contraddit- torio fuori microfono] c’è l’obbligo, ma tanto se non viene rispettato quello dei cittadini che riguarda i cani al guinzaglio, figuriamo dei gatti che sono così nella libertà di andare dove gli pare. Non parliamo dei piccioni e company. Avete fatto l’ordinanza per la sterilizzazione, ma non basta la sterilizzazione, bisogna ridurre drasticamente il numero; la sovrapopolazione produce danni assoluti, in termine di igiene, di salute pubblica, di monumenti, di edifici, un casino asso- luto. Sono intoccabili certe conseguenze di certi animali, piuttosto che i comportamenti dei cit- tadini».
Si dà atto che nel corso di questo intervento sono entrati i Consiglieri BELLIGONI, ONORI, VOLPINI e MONTESI E. Presenti con diritto di voto: 21.
Il Consigliere CARLI (D.S.): «L’approvazione del regolamento Comunale sulla tu- tela degli animali rappresenta certamente, per questa Amministrazione, un salto in avanti per civiltà e cultura rispetto ad interventi in materia di animali, nel passato, avevano coinvolto que- sto Consiglio in dibattiti diversificati. Io credo che questo regolamento, pur ricalcando norme nazionali e regionali che disciplinano la tutela degli animali e ne favoriscono una corretta convivenza con i proprietari, rinnova i do- veri di una corretta convivenza sociale di chi detiene animali con anche chi non ne ha. E’ una sensibilità certamente interna, ma non solo. È anche una sana abitudine di una corretta civiltà e cultura che ognuno di noi dovrebbe portare, nel rispetto di una civile convivenza. Io credo sinceramente, pur essendo un detentore di animali, che l’animale favorisca molto questo ed è importante, anzi ritengo fondamentale, che ogni persona entri in contatto con gli animali, perché forse ci insegnano qualcosa. Al di là di questo, che naturalmente è un concetto prettamente personale e che ho voluto esternare, ritengo sia importante che un regolamento come questo possa in qualche modo essere divulgato, attraverso un giornale interno, opuscoli che comunque rinnovano questa sensibilità di corretta convivenza.
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Fatto questo invito, certamente vedo dei limiti in questo regolamento e sono quelli che natu- ralmente non intervengono nella maniera più specifica nella regolamentazione sulla quantità e qualità di alcuni animali, che credo nel nostro territorio sono in sovrapopolazione. Esistono delle strutture pubbliche gratuite, che intervengono, a suffragio dei detentori degli a- nimali, qualora avessero necessità di una opportuna sterilizzazione, per evitare un sovrapopo- lamento. Credo sia importante proseguire su questo passo, affinché si possa arrivare anche a permette- re l’accesso degli animali in spazi come l’arenile, naturalmente regolamentando anche questa opportunità. Questo regolamento interviene in maniera precisa e favorisce una corretta convivenza con gli animali e soprattutto rinnova l’aspetto importante, nei confronti di chi detiene l’animale, di ave- re una sensibilità, un corretto senso di cultura e il rispetto soprattutto degli altri. Fatta questa osservazione, ribadisco il mio voto favorevole».
Il Consigliere MASSACCESI (Patto Per Senigallia) :«Io intervengo a puntualizzare in parte quello che ha già detto il Consigliere Crivellini e mi soffermo in particolare sull’articolo 5, maltrattamenti degli animali, così recita al paragrafo 4. [Si registra qui un breve contraddittorio fuori microfono] Assessore ne avevamo già par- lato anche in Commissione. Sappiamo tutti che esistono circoli culturali, ricreativi, associazioni sportive, associazioni di varia natura, che nella parte ludica della loro attività, prevedono dei tornei di briscola e tre sette, tornei di scopone, tornei di ruzzola, tornei del gioco delle bocce e tante altre forme. Tornei, questo succede nelle nostre periferie, nella nostre campagne circostanti al centro stori- co, ma anche nelle nostre frazioni, ove vengono posti in premio coppie di piccioni, conigli, la dinda, l’oca, l’anatra, coniglio, l’agnello, fino ad arrivare al vitello e al maialetto, quando è il momento della stagione della porchettina. Tutte queste associazioni evidentemente acquistano questi animali presso delle fonti ben identi- ficabili, perché viene emessa regolare fattura, quindi anche da un punto di vista igienico e sani- tario, questi animali sono venduti per uso alimentare. In questo caso la mia domanda è: come si può conciliare il fatto che gli animali non possono essere dati più con facilità, lei ha detto prima che c’è il permesso della Giunta eccetera, la cita- to anche Crivellini e ne ha parlato anche lei durante la Commissione, ci sarà un’ordinanza dove viene esplicitata questa situazione, questi animali vivi in fin dei conti vengono trasferiti da una gabbia del contadino o dall’allevatore o dalla stalla e vengono portati al vincitore delle even- tuali gare. Queste gare si potranno fare più? Chi sarà tenuto a fare rispettare queste norme? Non credo che il vigilie va in tutte le ostarie o i locali della periferia per andare a vedere se giocano a bri- scola e tre sette e se c’è il pollo in premio».
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Si dà atto che nel corso di questo intervento sono entrati il SINDACO, i Consi- glieri SCHIAVONI, MONTAGNA e MAGI GALLUZZI. Presenti con diritto di voto: 25.
Il Consigliere BELLIGONI (R.C.): «Semplicemente per porre riparo al fatto che purtroppo, non riesco ad arrivare mai all’ora giusta per poter interrogare l’Assessore Cereso- ni. Centra poco con questo, però vorrei fare un intervento a favore dei diritti dei cristiani, co- munque di chiunque vive in questa città, che ha due zampe sole, e pregare l’Assessore Cere- soni di difendere anche questa specie, così sottovalutata, nei confronti delle deviazioni di tutti i piccioni e cani di questa città, perché la cosa sta diventando, al di là delle battute, francamente al di là di ogni ragionevole sopportazione, sia dal punto di vista estetico, dal punto di vista dell’igiene generale, che dal punto di vista della salute individuale. Riprendo quello che diceva Crivellini, credo le soluzioni poste in atto fino ad adesso siano tutte insufficienti, tengo a ribadire che i piccioni sterilizzati hanno un apparato digerente come quelli non sterilizzati e quindi non cambia assolutamente la situazione da questo punto di vista. Quindi chiedo veramente di porre riparo a questo, come del resto all’inciviltà e alla maleducazione del 99% penso dei possessori dei cani. 99%, perché o ci sono centomila cani e allora potrebbe essere il 50% o se ce ne un po’ meno di questa cifra, vuol dire che il 99% dei possessori dei cani è di una inciviltà totale. Io credo che sarebbe anche il caso, per esempio, visto che ogni tanto paghiamo la Polizia Mu- nicipale per prestazioni al di fuori dell’orario, mandarne qualcuno in giro per riuscire a colpire adeguatamente i suddetti incivili. Io capisco che forse questo non è l’occasione adatta, per carità me ne scuso anche, però pen- so di non essere mai stato come oggi così rappresentativo di una parte cospicua della cittadi- nanza di Senigallia. Tanto per essere chiaro, in nessuna occasione mi sono arrogato diritti di rappresentanza al di là degli elettori di Rifondazione Comunista, stavolta credo che dietro di me, nel pronunciare queste parole, ci sia una parte veramente cospicua della cittadinanza di Senigallia».
Il Consigliere ONORI (Verdi) :«Io non credo di aggiungere molto sul merito della pratica, però due o tre puntualizzazioni vorrei anch’io metterle al verbale di questa seduta. Purtroppo, dico purtroppo, abbiamo bisogno di un regolamento per la tutela degli animali e suppongo anche per la tutela delle persone, per certi aspetti, soprattutto per motivi igienici e per motivi che attengono ad una nostra idea di civiltà. Non possiamo dimenticare che ci sono veramente molti paradossi in quello che noi diciamo e in quello che noi facciamo, mi ci metto anch’io, non voglio tirarmi fuori dall’alto di chissà quale supponenza. Le nostre sono città impossibili, perché la nostra vita è impossibile, non ci rendiamo conto
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perché ci siamo allontanati in modo ormai irreversibile dalle condizioni di vita naturali. Noi abbiamo giustamente, non entro direttamente nel merito ma volevo sottolinearlo, lo ricor- dava anche l’Assessore, lo ricordava anche il Consigliere Campanile, degli spazi riservati per bambini, e lo diciamo come se fosse la cosa più naturale del mondo. Abbiamo degli spazi riservati per bambini, non ci accorgiamo nemmeno più della assurdità di considerare i bambini come dei panda, come una specie protetta o come dei Pellerossa nelle riserve indiane. Queste sono le nostre città, così è Senigallia, ma così è buona parte ormai del mondo occiden- tale. Tutti, giustamente siamo preoccupati, lo ha ricordato anche pochi secondi fa il Consigliere Bel- ligoni, delle conseguenze dannose per l’igiene, se la città fosse ricoperta, disseminata, di residui organici, così li possiamo definire, di animali a quattro o due zampe e poi accettiamo tutti quanti livelli di inquinamento dell’area e dell’acqua che sono francamente intollerabili. Eppure abbiamo bisogno di un regolamento, come quello che l’Assessore Ceresoni ha così fortemente voluto e per cui ha così anche efficacemente lavorato. Credo che su molti punti di questo regolamento, sicuramente, la ricerca di un accordo più largo possibile ha portato a so- luzioni di compromesso, non lo dico in senso negativo, che in qualche modo possono far rico- noscere larga parte del Consiglio Comunale in questo regolamento, senza estremismi e senza radicalizzare il problema. Io volevo concludere con una semplice osservazione, ma anche con molta auto ironia. Ricordo che alcuni filosofi Bantu, africani, un paio di anni fa, invitati ad un convegno di Antropologia Culturale a Parigi, facevano notare che per un africano ci fossero due follie inconcepibili degli europei. Queste due follie hanno molto a che fare con le cose di cui discutiamo questa sera. La prima follia era portare a spasso i propri animali. Gli europei portano a spasso i loro anima- li. La seconda follia è che gli europei vanno al mare seminudi. Quando parliamo di civiltà, io voglio soltanto dire che anche i nostri metri di civiltà devono es- sere sempre posti in relazione con la nostra storia e con il nostro livello di comprensione dei problemi. Le cose cambiamo e se cambia il punto di vista, poi cambia anche il nostro modo complessivo di giudicare il fenomeno. Questo regolamento è utile, è importante, ma certamente il punto fondamentale resta, a mio modo di vedere, un ormai forse definitivo allontanamento fra l’uomo e la natura. Quindi ben venga questo regolamento e speriamo che soprattutto la civiltà tra virgolette dei nostri concit- tadini possa essere il miglior antidoto, contro i pericoli per la salute, per la sicurezza di tutti quanti, adulti e bambini».
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Si dà atto che nel corso di questo intervento è entrato il Consigliere CORINALDESI e sono usciti il SINDACO i Consiglieri SEVERINI e CICCONI MASSI. Presenti con diritto di voto: 23.
Il Consigliere GAGGIOTTINI (D.S.) :«Per fortuna il Consigliere Belligoni mi ha preceduto e mi consente di non pensare che quelli di Sinistra devono essere sempre e per for- za anche a favore dei cani. Una volta si diceva c’erano i cani e cristiani. Adesso invece vengono prima i cani, forse perché non ci sono più i cristiani, non lo so. Io do’ atto all’Assessore che ha modificato molto questo regolamento, perché era impresen- tabile e campato per aria. Ha recepito le nostre osservazioni, però a un quesito che feci nella prima seduta, cioè quante sanzioni sono state fatte, ancora attendo la risposta. Siccome penso mi risponderà e in funzione di quella risposta ci sarà il mio voto. Io penso che i vigili fanno fatica a correre dietro ai cani, ai padroni maleducati, che non sono il 99% saranno anche il 50 o anche il 40, probabilmente diminuiranno con il tempo, però la città murata, il lun- go mare, l’arenile non può permettersi tutte quelle rimesse. Allora la Polizia Municipale, che fa un ora di anticamera qui, che fa i corsi per i patentini e le scuole per i ragazzi, che dovrà gestire l’isola pedonale prossima ventura, che condivido in pie- no, non può, come non ha fatto penso fino ad ora, correre dietro a questa cosa. Quindi il re- golamento sebbene corretto in teoria, è poco gestibile o ingestibile».
Il Consigliere GIROLIMETTI (A.N.) :«Ero abbastanza indeciso se intervenire su questo argomento, perché su argomenti che riguardano la stesura di un regolamento si posso- no fare dei tecnicismi, ma su argomenti che riguardano la salute e la vita degli animali conta la coscienza personale e il modo di comportarsi dei singoli possessori di animali. Certo si è sentito spesso nella città protestare, per ciò che gli animali lasciano come residui e naturalmente lasciano per una cattiva educazione, la stessa educazione che molte volte chi pro- testa ha e applica nel buttare carta, plastica e quanto altro in giro per la città. Quindi molte vol- te , non me ne vogliano chi protestano, sono gli stessi che poi riempiono le città delle carte, delle sigarette, delle caramelle o o quanto altro anche non biodegradabile in giro per la città. Questo senz’altro non deve portarci a fare una differenza, come diceva il Consigliere Gaggiot- tini, tra cristiani, tra virgolette o animali, credo che il rispetto che debba essere dato agli animali sia indipendente da qualsiasi concezione politica, appartenenza o altro. Io credo che per quanto visto negli ultimi tempi nel possedere gli animali, nell’acquistarli, nel prenderli molte volte, ci siamo dimenticati di dire che il mercato degli animali nasconde anche delle vere e proprie mafie, provenendo molte volte gli animali da paesi che non controllano la provenienza stessa degli animali, li distribuiscono sul territorio anche con molte malattie pre-
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senti negli stessi. Proprio perché incentivato l’uso, l’acquisto. Ho detto uso perché molti credono di poter fare un uso regalando un cucciolo al proprio figlio come fosse un giocattolo. Credo che l’acquisto di un animale sia da far considerare molto più attentamente, proprio per- ché ci sono delle spinte emozionali che giocano nell’acquisto di un animale, una maggiore con- sapevolezza di quello che l’animale rappresenta va instillata sempre più tramite regolamenti e anche considerazioni. Io le chiamo considerazioni, perché non ho partecipato alla stesura di questo regolamento non facendo parte della Commissione, però ho delle convinzioni mie che ritengo siano da rispetta- re, come io rispetto quelle degli altri, che mi portano a giudicare la tutela degli animali molto importante. Ad esempio per la tutela degli animali, l’adozione dell’animale, vorrei ricordare all’Assessore che da parte sia di associazioni, ma anche di singoli amanti di animali che dedicano con un vo- lontariato alla tutela e la preservazione degli animali abbandonati e maltrattati o frutto anche di o vittime scusate, anche di atti poco piacevoli, che purtroppo si verificano anche a Senigallia, di cui sono a conoscenza, potrebbe magari rivedere il contributo finanziario alto, perché molti hanno provato negli anni passati a prendere un animale per ricevere contributo e poi abbando- narlo. Quindi magari contribuire con del mangime o quanto altro possa servire, o aiuti nelle vaccina- zioni, comprovate da libretto sanitario del veterinario, dare una mano a chi ha questi animali. Francamente non me la sento di supportare un tecnicismo, che sarebbe facilissimo fare su que- stioni che riguardano la tutela degli animali e che io sento particolarmente, quindi credo che ognuno debba votare a secondo della sua convinzione, senza andare a pensare la differenza tra cristiani o animali, perché molte volte ho visto persone recarsi da me, Consigliere Comuna- le e dire fai qualche interrogazione, perché ci sono gli animali che sporcano e mentre lo dice- vano buttavano carte, cicche o quanto altro per terra».
Il Presidente del Consiglio GUZZONATO: «Io non ho altri interventi in merito, se l’Assessore vuole replicare».
L’Assessore CERESONI: «Innanzi tutto voglio ringraziare tutti i Consiglieri Comu- nali che sono intervenuti e anche quelli che non lo hanno fatto, ma hanno seguito con attenzione questo dibattito, che vede posizioni e punti di vista diversi. Innanzi tutto parto dall’ultimo intervento del Consigliere Girolimetti. Noi stiamo proprio predi- sponendo quanto lei osservava, cioè la possibilità di incentivare le adozioni degli animali, in questo caso dei cani dal canile, evitando di dare somme di denaro liquide, ma fornendo cibo per un certo periodo per il cane. Ovviamente questo elemento ha qualche difficoltà organizzativa, perché chiaramente è molto
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più semplice dare il denaro, però una sorta di fenomeno speculativo potrebbe esserci, perché abbiamo avuto anche situazioni abbastanza dubbiose su questo fatto, per cui continue adozioni da parte dei soggetti e poi sparizioni dello stesso animale. Per quanto riguarda il problema che evidenzia il Consigliere Belligoni, che poi evidenziava an- che il Consigliere Gaggiottini, teniamo conto del paradosso che diceva il Consigliere Girolimet- ti, cioè la città è più pulita rispetto anche a chi butta via i mozziconi di sigaretta, l’immondizia sparsa in giro. Noi nel fare iniziative, per ciò che riguarda la gestione del mondo degli animali, ovviamente te- nuto conto dell’elemento di cui stiamo trattando, non stiamo parlando dello sviluppo strategico della città, stiamo facendo un ragionamento con estrema attenzione a tutto ciò che si muove a livello nazionale su questi problemi, perché ci sono città che più della nostra soffrono per e- sempio degli escrementi dei colombi urbani, che creano per la verità non più di quanto fa per esempio l’inquinamento atmosferico delle nostre auto. Noi abbiamo visto che città importanti come Firenze, Venezia hanno adottato un’ordinanza simile a quella che abbiamo adottato noi e uno strumento che fa sorridere qualcuno, che è quello della sterilizzazione di colombi urbani, che parte da un censimento. Scientificamente è provato che la sterilizzazione determina l’abbattimento del numero dei colombi urbani presenti sul territorio Comunale. Questo meccanismo è un processo reversibile nell’organismo del colombo e l’Amministrazione Comunale, tra i vari strumenti disponibili, preferisce adottare tecniche ecologiche di rispetto, anche con un discreto investimento di denaro pubblico. Nel Comune di Firenze questo tipo di percorso ha prodotto un abbattimento del numero di colombi urbani di circa il 30% in tre anni. È un percorso che da dei risultati, a cui va adeguato un altro tipo di previsione, nell’ipotesi in cui ci siano strutture private dove il colombo urbano crea una sorta di nidificazione, l’ordinanza prevede che il soggetto privato debba chiudere queste aperture, quindi eviti al colombo di proliferare in quella zona. Per quanto riguarda la questione degli escrementi lasciati sulle strade, da parte di cani accom- pagnati dai proprietari, mi diceva il Comandante dei Vigili Urbani che questo anno sono state elevate qualche decina di multe in questo settore; però ha bisogno di una operazione di forte comunicazione per ripartire con un percorso di prevenzione, perché c’è un lassismo da parte di molti dei proprietari dei cani. Per quanto riguarda l’intervento sempre interessante del Consigliere Crivellini, noto un atteg- giamento aulico, cioè il Consigliere Crivellini mi pare che poco conosca dell’esistenza e della natura delle colonie feline presenti sul nostro territorio Comunale, che probabilmente non rien- trano nell’interesse personale del Consigliere Crivellini, come giusto che sia, però il Consigliere Crivellini deve tenere presente che ci sono persone sul nostro territorio Comunale che dedica- no, sembrerà un paradosso, la loro vita al mantenimento delle colonie feline. Le quali, se bene organizzate, mettendole in condizione di fare questo tipo di azione, nel rispetto degli animali e
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della collettività, possono far trovare giovamento agli animali e anche agli altri. Come Amministrazione Comunale vogliamo promuovere con questo regolamento un miglio- ramento delle condizioni di vita degli animali, ma anche una cultura di maggiore rispetto da parte dei proprietari degli animali o degli amanti degli animali verso tutti gli altri. Siamo sicuri che con questo regolamento qualche miglioramento ci potrà essere, perché altre città, come per esempio Pescara, Fano, Firenze hanno ottenuto da questo punto di vista dei risultati posi- tivi, ovviamente fatti propri dalla cultura delle persone che vivono nel territorio Comunale e che potranno avere un riscontro concreto. Da ultimo, noi prevediamo la possibilità per la Giunta, rispetto a quelle iniziative pubbliche che spesso si hanno su territorio Comunale, con un certo maltrattamento di animali vivi, non stia- mo parlando della gara di briscola o della sagra paesana caratteristica, ma di alcune iniziative pubbliche che si hanno sul nostro territorio Comunale, che sono caratterizzate da situazioni al limite del maltrattamento degli animali, di poter fare un monitoraggio su quanto accade nel ter- ritorio per un miglioramento del rapporto tra uomo e animale. A conclusione dico che questo regolamento non è la panacea di tutti i mali o di tutte le situa- zioni di difficoltà o di conflitto, ma possa costituire un buon punto di partenza, che con un’opera di Comunicazione forte possa migliorare le condizioni di tutti; quindi di chi detiene gli animali, di chi non li ama, di chi sarà obbligato con più forza a raccogliere gli escrementi e di chi vuole vedere rispettati i diritti degli animali, esposti per esempio alla fiera di Senigallia in modo assolutamente improprio. Mi rendo conto che i punti di vista sono diversi, però il senso del regolamento è questo. Da ultimo, lo stesso comando di Polizia Municipale trova utile vedere regolamentato in un uni- co testo, per far sì che gli agenti di Polizia Municipale e le persone interessate all’argomento trovino con più facilità le norme a cui riferirsi, per fare o per eventualmente reclamare azioni da parte della Polizia Municipale».
Si dà atto che nel corso di questo intervento è entrato il Consigliere FRATINI Presenti con diritto di voto: 24.
Il Consigliere CRIVELLINI (A.N.) :«L’Assessore Ceresoni ha evitato con una tranquilla faccia tosta i rilievi concreti che ho portato. Il vigile che era presente alla riunione della Commissione non conosceva e ha dimostrato di non conoscere il regolamento di Polizia Urbana. Era stato incaricato di valutare se c’erano sta- ti degli interventi sul regolamento di Polizia Urbana e ha detto che ha cercato e non lo ha tro- vato. Quando si parla di atteggiamento aulico, Assessore, altro che aulico. Io mi domando come verranno scelti i gattai o le gattaie, a chi verrà dato il tesserino e secondo che criteri?
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O li ho visti i criteri, sono così una persona si potrà presentare come amante dei gatti, deside- roso di seguire una colonia o pochi gatti che stanno in una certa zona e quindi potrà legittima- mente richiedere il tesserino. Parlando di sterilizzazione dei piccioni, come politica ecologica che ha questa Amministrazio- ne, dico: quando si spendono dei soldi è facile dire che sia un investimento piuttosto che sper- pero di denaro pubblico, perché il problema è il risultato finale. Siccome del mancato risultato finale ci si lamenta da tempo, non lo ho inventato qui oggi io, ci sono stati anche degli esperi- menti nei recenti anni passati, con mangimi che addormentavano i piccioni. Qualche anno fa è stata usata anche questa tecnica, ogni tanto cascava un piccione addormen- tato in mezzo alla pubblica piazza, ma il risultato complessivo, cioè quello della sovra- popolazione con tutte le conseguenze negative di cui ci si lamenta, non è stato risolto. Il vero risultato di questo provvedimento, vedremo poi le ordinanze successive che qui non ci sono, è quello di avere fatto decadere delle previsioni, che erano molto più precise. L’obbligo di utilizzare il guinzaglio o la museruola, oltre le leggi vigenti, era previsto dal nostro regolamento, viene tolto. Quindi nelle pubbliche vie e piazze non ci sarà più l’obbligo previsto da una normativa superio- re. L’obbligo di ricoprire di sabbia o segatura le urine non ci sarà più, perché c’era nel nostro re- golamento. Il divieto di introdurre cani sciolti o altri animali nelle aiuole, nei recinti dei boschetti, nelle pra- terie, in qualunque altra parte non destinata a pubblico passeggio, non ci sarà più. Quindi con la nuova normativa sarà consentito, perché così recita l’articolo 12, ai cani accompagnati, sen- za museruola e senza guinzaglio, l’accesso alle altre aree pubbliche o di uso pubblico. Credo che l’insieme dei provvedimenti, letti nella loro completezza, determinano non l’arginare fenomeni di maleducazione e di maltrattamento nei confronti di animali, producono una mag- giore libertà di poter fare. Si è rinunciato cioè al controllo, come facciamo a controllare? Co- me facciamo con le nostre poche forze della Polizia Municipale ad andare a verificare che i cit- tadini si comportino secondo le regole?. Noi l’abbiamo suggerito, il Consigliere Belligoni lo ha detto in Consiglio, ma in Commissione siamo stati anche più precisi. Se volete vi fornisco orari precisi di come vengono utilizzate le vie e le piazze pubbliche a certi scopi. Non c’è bisogno di avere un esercito di persone, basta notare un attimino quali sono gli orari e andare. L’educazione si forma anche così. Concludendo, chi si nasconde dietro la critica cosiddetta tecnicistica, elude di fatto conoscen- za e competenza che è dovuta ai Pubblici Amministratori, altrimenti non facciamo i Pubblici Amministratori. Giunta, Assessori e Consiglieri Comunali siamo qui perché ci viene richiesta, per il nostro ruolo, competenza e conoscenza, se no rimane la demagogia. Io faccio la rincorsa ai voti dei gattai e delle gattatie, oppure di chi ha gli animali dentro casa,
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oppure di chi si è rotto le scatole, ha ragione Belligoni quando dice che sono il 99% dei citta- dini, perché la diseducazione dei comportamenti delle persone provoca l’imbrattamento dei pubblici luoghi».
Il Consigliere BELLIGONI (R.C.): «Volevo cercare di arrivare a una possibile conclusione positiva, nell’ambito di questo discorso che oggi è stato intavolato, a proposito del regolamento e confesso il mio limite personale a interessarmi particolarmente di queste cose. Penso che il punto fondamentale dovrebbe essere quello di dare delle regole. Io qui trovo una carenza di regole, per essere chiari. Il discorso che i cani accompagnati possano andare ufficialmente in qualsiasi luogo, parco, ec- cetera, come viene detto esplicitamente, in cui ci sono i bambini, credo che sia francamente una escalation, che a me non piace, per essere chiari. Prendo atto che con metodo scientifico, si è calcolato che è diminuito del 30% il numero dei colombi, ma io dico che con metodo guanometrico non me ne sono accorto. Non è il cristiano che deve tappare il buco dove va il piccione, per la precisione il piccione ha tappato il buco della mia grondaia e la casa si è allagata, quindi ci ha già pensato il piccione a fare il muratore tappando con precisione. Tra l’altro, in un contesto sicuramente come quello del centro storico, può portare anche cose fortemente condizionanti la sicurezza. Vorrei sapere per quale strano motivo io e gli altri quarantaduemila, quanti diavolo siamo qui a Senigallia, dobbiamo correre il rischio di prendere malattie, cose di questo genere, perché ci stanno i colombi. Dove sta scritto che devono esistere i colombi di città, sarebbe come dire che c’è una colonia di cristiani purissimi che decide di sporcare tutto. Quelli vanno ovviamente educati. I colombi di città, secondo me, dovrebbero non esistere e mi assumo la responsabilità di quel- lo che dico. Non è un fattore di civiltà tenerceli! Mi piacerebbe sapere quale fattore di civiltà è mettere a rischio la salute dei cittadini, l’igiene della città, i monumenti e quanto altro esiste in una città. Mi piacerebbe capire perché questo è un fattore di civiltà, non ci riesco, poi sono disponibile a essere erudito su questo e su quanto altro, sempre parlando questo linguaggio. Per quanto, visto che questa è una dichiarazione di voto, dico che mi astengo su questo prov- vedimento».
Il Consigliere CARLI (D.S.): «Molto brevemente per ribadire alcuni concetti, che ho già affermato nel dibattito, che mi vedono riconfermare la difficoltà che un regolamento, an- che se attento e sensibile, possa intervenire in maniera precisa evitando o comunque creando i presupposti così drastici per rassicurare o quanto meno per evitare i problemi. Si entra in una sfera legata alla sensibilità e, come tale, un regolamento in questa materia tende a sviluppare questa sensibilità, un buon rapporto di civiltà degli animali con le persone, perché
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ribadisco è altrettanto importante e vera la protesta di chi dichiara la inciviltà di molte persone, che detengono gli animali e non hanno rispetto tra le persone, ma questo avviene sempre in tutte le società civili, avviene in qualsiasi circostanza, come giustamente Onori aveva fatto pre- sente. Ci sono situazioni diverse, che comunque denunciano una disattenzione totale in tutto. In que- sto mi sento di enunciare di evitare il ricorso drastico sanzionatorio, perché lo vedo come un elemento di estremismo. Prima ancora di questo, ritengo ci sia un atto di sensibilizzazione, di divulgazione, che sono convinto produrrà risultati di gran lunga superiori a quello sanzionatorio, che molto spesso non viene nemmeno capito, perché non è vero che i detentori sono solo gio- vani prepotenti che vedono nell’animale chissà cosa, ma ci sono anche persone anziane che trovano nell’animale un valido compagno nella loro vecchiaia, nel loro esistere. Ribadisco che questa sensibilità è un atto di civiltà, che va ricercata dentro noi stessi, e che un regolamento come questo, pur nei suoi limiti, deve senz’altro trovare nella propria attuazione la ricerca di una maggior attenzione nell’altra esigenza. Credo di interpretare il parere del gruppo, avendo la sensibilità di lasciare ad ognuno di noi l’espressione di voto che percepisce, ma gran parte del gruppo afferma il voto favorevole a questo regolamento».
Il Consigliere MASSACCESI (Patto Per Senigallia): «Brevissimamente, per dire che la risposta dell’Assessore alla mia puntualizzazione sulla gara di briscola e tre sette, non ha esaurito la mia curiosità. Per quanto riguarda il problema in generale, gli animali li possiamo dividere in animali di com- pagnia domestica, se vogliamo, in cui abbiamo i cani, i gatti, i canarini, i coccodrilli, i boa, il pi- tone, le salamandre e animali per uso alimentare. Non è prevedibile che uno vada dalla Giunta per dire in palio una coppia di polli, che verranno scannati per essere mangiati. Questo non è maltrattamento e allora perché inglobare tutti in una problematica del genere. Per quanto riguarda i gatti e i gattari, lungo la banchina di levante la florida colonia sta esau- rendosi sia per motivi, di senescenza di qualche gatto, per qualche malattia insorta, ma soprat- tutto per azione di certi mangiatori di gatti, che evidentemente hanno trovato dei gatti floridi. Nel mio capanno da pesca abitualmente ospito un paio di gatti, che vengono nutriti con croc- cantini, con pesce fresco appena pescato, che fa invidia. Ora, a parte le battute facili, questi gatti creano lungo la banchina un diavolerio, un fetore. Ci sono dei giorni, specie quando questi gatti mangiano qualcosa che provoca la diarrea, che le feci feline puzzano in una maniera schifosa, con delle chiazze lungo il molo. Allora dico benissimo allo spirito di alto senso di solidarietà con gli animali che queste persone hanno, però almeno qualcuno vada a pulire la banchina. Quindi io annuncio che ci sono dei principi fondamentali, per il rispetto e l’attenzione che deve porre l’uomo all’animale e anche all’uomo.
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Io mi astengo nella votazione e per quanto riguarda i piccioni vorrei fare un’osservazione di ti- po genetico. In questo ultimo periodo la colonia di piccioni non é più di piccioni, sono l’incontro tra la taccola e il piccione, i cosiddetti sacconi».
Il Presidente del Consiglio GUZZONATO: «Io prendo per me qualche secondo per una dichiarazione di voto personale, ma anche perché credo sia giusto porre all’attenzione del Consiglio Comunale il fatto che un regolamento Comunale esiste con le leggi sovraordinate in materia. Io credo di avere capito dalla dichiarazione dell’Assessore come alcune regole inerenti a leggi sovraordinate, come essere obbligati a tenere a guinzaglio il proprio cane di grossa taglia o di munire il cane di grossa taglia di museruola, contenute in leggi, non vengano scardinati dalla approvazione di un regolamento Comunale, che si integra con quelle leggi, quindi che non le supera e non le soppianta. Non credo che con questo regolamento andremo a sancire, per la città di Senigallia, la non necessità del guinzaglio e la non necessità della museruola [Si registra qui un breve contrad- dittorio fuori microfono] Un regolamento Comunale non può avere maggiore potere di una legge sovraordinata, però sai potrei sbagliarmi [Si registra qui un breve contraddittorio fuori microfono] Io sono convinto, come il collega Belligoni, che non sia segno di civiltà che una città sia abbellita da piccioni. Se è vero che l’autorità costituita, in caso di epidemia per esempio come quella della salmo- nellosi, è fatta obbligo con reti di catturare e poi sopprimere i piccioni e in quel caso non si può esimere dal farlo; è anche vero che potrebbe scegliere di liberare la città dai piccioni, perché il fatto che esistano non equivale a dire che esista un segno di civiltà superiore. Tra l’altro i piccioni, i cui escrementi sono particolarmente acidi, rovinano anche strutture di architettura storica che sarebbe meglio conservare. Su questo invito l’Amministrazione a far mente locale, perché ciò che oggi è descritto in un re- golamento, domani potrebbe essere modificato. Quindi è un invito all’Amministrazione a pen- sare, se è davvero necessario che questi piccioni continuino a esistere a Senigallia. Comunque annuncio il mio voto di astensione sulla pratica».
Si dà atto che nel corso di questo intervento è entrato il Consigliere MONTESI L.. Presenti con diritto di voto: 25.
Il Consigliere GAGGIOTTINI (D.S.): «Avevo fatto un quesito all’Assessore e qualche decina di sanzioni fatte, non mi accontenta come risposta. Se prima Crivellini diceva questo regolamento è inutile, in base a quello che ha detto adesso il Presidente, dovrei dire che è dannoso, perchè genera confusione. Io sono per la città turistica, il lungo mare; il marciapiede del lungo mare di ponente è tappez-
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zato qualche decina di metri di queste rimesse. E’ vero che questo regolamento non andrà a peggiorare, però sancisce delle cose e questa era l’occasione invece per chiarirle. Quindi il voto sarà contrario».
A questo punto, non registrandosi richieste di intervento, il Presidente del Con- siglio pone in votazione palese con modalità elettronica l’approvazione del Punto 5, che viene approvato con 25 Consiglieri presenti in aula, con 15 favorevoli, 6 contrari (Bac- chiocchi, Cameruccio, Gaggiottini, Bittoni, Crivellini, Montagna) e, 4 astenuti (Belligo- ni, Guzzonato, Corinaldesi, Massacesi), come accertano gli scrutatori e proclama il Pre- sidente ai sensi di legge.
Il Presidente del Consiglio GUZZONATO: «Il Consigliere Crivellini ha chiesto la parola per motivo procedurale [Si registra qui un breve contraddittorio fuori microfono] per la questione dell’immediata eseguibilità».
Il Consigliere CRIVELLINI (A.N.): «Ormai quasi sistematicamente su tutte le pra- tiche, anche pratiche come questa, viene richiesta questa votazione. Non si capisce quali siano i motivi di urgenza, perché se la pratica viene approvata nei modi normali avrà quei giorni di pubblicazione, dopo i quali diventerà eseguibile eccetera. Non capisco perché oramai diventa sistematico questo ricorso all’immediata eseguibilità, per cui io sono contro all’immediata eseguibilità».
Il Presidente del Consiglio GUZZONATO: «Segretario. [Si registra qui un breve qui un breve contraddittorio fuori microfono] Se non ti interessa non la facciamo. Consigliere Crivellini posso capire la sua perplessità, lascerei al Consiglio Comunale questa facoltà, è una votazione in più e ciascuno di noi riesce ad esprimersi. Consigliere Belligoni».
Il Consigliere BELLIGONI (R.C.): «Anch’io chiedo una risposta. Una risposta credo che ci sia dovuta».
Il Presidente del Consiglio GUZZONATO: «Assessore per un chiarimento, pre- go».
L’Assessore CERESONI: «Consigliere Belligoni spesso capita o che non ci si a- scolta o che si è talmente convinti delle proprie posizioni che si sentono risposte diverse. Premesso che l’immediata eseguibilità non è stata da me richiesta, ma non ne faccio una que- stione, però mi verrebbe da dire che, visto che il Consigliere Gaggiottini ha necessità che ven- gano effettuate multe in modo più rapido possibile, dateci gli strumenti per effettuare da subito
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molte delle cose che tu chiedevi. Io non so se tu hai avuto modo di leggerlo, cosa che invece altri hanno fatto in modo approfondito, molte delle cose che chiedevate sono scritte proprio per questo. Comunque per ciò che mi riguarda l’immediata eseguibilità è stata un’ interpreta- zione, probabilmente un errore tra me e il Presidente, non è un problema assolutamente».
Il Presidente del Consiglio GUZZONATO: «Sì, la Presidenza chiede scusa al Con- siglio Comunale per avere richiesto la proposta [Si registra qui un breve qui un breve con- traddittorio fuori microfono] Prego Consigliere Gaggiottini per fatto personale».
Il Consigliere GAGGIOTTINI (D.S.): «Grazie, l’Assessore mi mette in bocca delle cose che non ho detto. Io voglio la città pulita, non voglio le multe e lui adesso mi fa arrabbia- re, perché lui vuole la città sporca oppure non so cosa vuole. Io non ho detto che voglio le multe, anzi semmai posso dire questo: la prossima volta farò un’interrogazione scritta per chiedere quante multe sono state effettivamente fatte e da quanto per essere precisi. Io vorrei la città pulita, non voglio che si facciano le multe, voglio sapere solo quante ne sono state fatte».
Il Presidente del Consiglio GUZZONATO: «Ora credo che sia perfettamente chia- ra la sua posizione. La proposta di immediata eseguibilità è stata chiesta erroneamente dalla Presidenza del Consiglio, siamo al punto per cui questa Presidenza chiede invece se il Consi- glio volesse votare su una proposta di inversione dell’Ordine Del Giorno. Questo per un motivo di cortesia nei confronti dell’Assessore Giuseppina Massi. Se fosse possibile discutere subito l’ultima pratica e poi iniziare la discussione della pratica di urbanisti- ca3 che ci sembra più corposa e che ha bisogno di tempo maggiore. La proposta sarebbe di invertire l’Ordine Del Giorno, chiedo al Consiglio Comunale con vota- zione nominale di esprimersi sull’inversione».
Si dà atto che nel corso di questo intervento è uscito il Consigliere CORINALDESI. Presenti con diritto di voto: 24.
A questo punto, non registrandosi richieste di intervento, il Presidente del Con- siglio pone in votazione palese con modalità elettronica la proposta di inversione dell’ordine del giorno, che viene approvato all’unanimità dai 24 Consiglieri presenti in aula, come accertano gli scrutatori e proclama il Presidente ai sensi di legge. Tutto ciò premesso
IL CONSIGLIO COMUNALE
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- Visto l'argomento iscritto al punto 5 dei suoi lavori;
- Udita la relazione dell'Assessore alle Politiche Ambientali, Simone Ceresoni;
PREMESSO:
- che gli articoli 1, 2, 4 e 5 della L. 14/8/1991 n° 281, disciplinano la tutela degli a-
nimali di affezione, attribuendo ai Comuni specifici compiti in materia;
- che la Circolare del 10/3/1992 n° 9 del Ministero della Sanità, specifica le attribu-
zioni comunali in materia di animali già indicate dalla L. 281/1991, affermando che l'atteggia- mento zoofilo è un fatto culturale e come tale investe le istituzioni ad ogni livello;
- che la L.R. 20/01/1997 n° 10 promuove e disciplina la tutela degli animali d'affe-
zione al fine di favorire una corretta convivenza fra uomo e animali e tutelare la salute pubblica e l'ambiente;
- che l'art. 3 del D.P.R. del 31 marzo 1979 attribuisce ai Comuni la funzione, prima
esercitata dall'Ente Nazionale Protezione Animali, di vigilanza sull'osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e locali, relativi alla protezione degli animali ed alla difesa del patrimonio zootecnico;
- che la L. 22/11/1993 n° 473 (nuovo art. 727 del Codice Penale) punisce chiunque
maltratti gli animali, anche contravvenendo alle loro caratteristiche etologiche;
- che l'art. 638 del Codice Penale sanziona l'uccisione e il danneggiamento di animale
altrui;
- che la L. 157/92 "Norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo
venatorio", all'art. 1, stabilisce che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale;
- che, sempre la L. 157/92, stabilisce, all'art.2, come facciano parte della fauna sel-
vatica oggetto della tutela le specie di mammiferi ed uccelli dei quali esistano popolazioni vi- venti stabilmente o temporaneamente in stato di naturale libertà nel territorio nazionale;
- che l'art. 823 del Codice Civile attribuisce all'autorità amministrativa la tutela dei
beni che fanno parte del demanio pubblico;
- Rilevato come la città di Senigallia abbia espresso ed esprima un notevole livello di
civiltà e di cultura per i problemi degli animali presenti nel suo territorio, in consonanza con l'emergente senso di rispetto e di tolleranza verso gli animali già diffuso in ampi strati della so- cietà civile italiana ed europea;
- Constatato che il maggiore e più profondo interessamento da parte delle istituzioni
e della cittadinanza verso le problematiche inerenti gli animali -sinantropi e non- presenti nel territorio comunale richiede l'applicazione di regole più precise per la tutela in questo ambito;
- Considerato altresì che la tutela dell'ambiente -inteso, nello specifico, come ecosi-
stema urbano- deve necessariamente comprendere la tutela degli animali che di esso sono par- te costitutiva;
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- Ravvisata, pertanto, la necessità di adottare una norma comunale che detti in modo
organico ed adeguato disposizioni applicative delle leggi sopra citate;
- Ritenuto, quindi, necessario provvedere all'emanazione di un Regolamento Comu-
nale sulla tutela degli animali al fine anche di favorire, attraverso l'indicazione di norme specifi- che, la convivenza con le popolazioni animali nell'ambito della città di Senigallia;
- Vista l'allegata proposta di Regolamento, predisposta dall’Assessorato alle Politi-
che Ambientali, nella quale sono indicati i principi generali, gli ambiti di applicazione, le dispo- sizioni generali e particolari nonché le relative sanzioni;
- Esaminata detta proposta di Regolamento, che risponde in maniera organica ed
adeguata alle necessità sopra evidenziate e permette allo stesso tempo all'Amministrazione Comunale di adempiere al meglio agli obblighi previsti dalla normativa vigente;
- Rilevata l'opportunità di promuovere iniziative di informazione della cittadinanza sul-
le norme contenute nel Regolamento allegato;
- Visto il vigente Statuto Comunale
- Preso atto del seguente parere favorevole reso ai sensi dell’art. 49 del D. Lgs.
18/8/2000 n° 267 sull'Ordinamento degli Enti Locali:
- del Dirigente Responsabile del Servizio Lavori e Servizi Pubblici, Ambiente;
- Con votazione palese che ha dato il risultato sopra riportato;
D E L I B E R A 1°) - APPROVARE il "Regolamento Comunale sulla tutela dei diritti degli animali" secondo il testo che viene allegato al presente atto, di cui costituisce parte integrante e sostanziale. • • • • • •
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COMUNE DI SENIGALLIA
ASSESSORATO ALLE POLITICHE AMBIENTALI
REGOLAMENTO COMUNALE SULLA TUTELA DEGLI ANIMALI
Approvato dal Consiglio Comunale di Senigallia con deliberazione n. ___ del ________
INDICE
TITOLO I
I PRINCIPI
Art. 1 - Profili istituzionali Art. 2 - Valori etici e culturali Art. 3 - Tutela degli animali
TITOLO II
DISPOSIZONI GENERALI
Art. 4 - Detenzione di animali Art. 5 - Maltrattamento di animali Art. 6 - Abbandono di animali Art. 7 - Avvelenamento di animali Art. 8 - Divieto di accattonaggio con cuccioli o animali non in buono stato di salute o maltrattati Art. 9 - Esposizione di animali
TITOLO III
CANI
Art. 10 - Dimensione dei recinti Art. 11 - Divieto di detenzione a catena Art. 12 - Accesso ai giardini, parchi ed aree pubbliche Art. 13 - Aree e percorsi destinati ai cani Art. 14 - Obbligo di raccolta degli escrementi
TITOLO IV
GATTI
Art. 15 - Definizione dei termini usati nel presente titolo Art. 16 - Proprietà dei gatti liberi Art. 17 - Compiti dell'Azienda Sanitaria Art. 18 - Cura delle colonie feline da parte dei/delle gattai/e Art. 19 - Colonie feline Art. 20 - Alimentazione dei gatti Art. 21 – Cantieri
TITOLO V
DISPOSIZONI FINALI
Art. 22 - Sanzioni Art. 23 - Incompatibilità ed abrogazione di norme
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TITOLO I – I PRINCIPI
Art. 1 – Profili istituzionali
Il Comune di Senigallia, nell’ambito dei principi e indirizzi fissati dalle Leggi, promuove la cura e la presenza nel proprio territorio degli animali, quale elemento fondamentale ed indispensabi- le dell’ambiente. Il Comune riconosce alle specie animali non umane diritto ad un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche. La città di Senigallia, comunità portatrice di elevati valori di cultura e civiltà, individua nella tu- tela degli animali uno strumento finalizzato al rispetto ed alla tolleranza verso tutti gli esseri vi- venti ed in particolare verso le specie più deboli. Al fine di favorire la corretta convivenza fra uomo e animali e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente, il Comune promuove e sostiene iniziative e interventi rivolti alla conservazione degli ecosistemi e degli equilibri ecologici che interessano le popolazioni animali ivi presenti. Le modifiche degli assetti del territorio dovranno tener conto anche degli habitat a cui gli ani- mali sono legati per la loro esistenza.
Art. 2 - Valori etici e culturali
Il Comune di Senigallia, in base all’art. 2 della Costituzione della Repubblica Italiana, ricono- sce la libertà di ogni cittadino di esercitare, in modo singolo o associato, le attività connesse con l’accudimento e la cura degli animali, quale mezzo che concorre allo sviluppo della perso- nalità e in grado di attenuare le difficoltà espressive e di socializzazione, soprattutto nelle fasi dell’infanzia e della vecchiaia. Il Comune di Senigallia opera affinché sia promosso, nel sistema educativo dell’intera popola- zione, e soprattutto in quello rivolto all’infanzia, il rispetto degli animali e il principio della cor- retta convivenza con gli stessi. Il Comune di Senigallia valorizza la cultura animalista della città ed incoraggia le forme espres- sive che attengono al rispetto e alla difesa degli animali.
Art. 3 – Tutela degli animali
Il Comune riconosce validità etica e morale a tutte le forme di pensiero che si richiamano al dovere del rispetto e della promozione di iniziative per la sopravvivenza delle specie animali. Il Comune promuove e disciplina la tutela degli animali d’affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono. Il Comune si adopera, altresì, a diffondere e promuovere massimamente quelle garanzie giuri- diche attribuite agli animali dalle leggi dello Stato. Il Comune condanna e persegue ogni manifestazione di maltrattamento verso gli animali.
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TITOLO II – DISPOSIZIONI GENERALI Art. 4 – Detenzione di animali
Chi detiene un animale dovrà averne cura e rispettare le norme dettate per la sua salute. Gli animali, di proprietà o detenuti a qualsiasi titolo, dovranno essere fatti visitare da medici ve- terinari ogni qualvolta il loro stato di salute lo renda necessario. I proprietari, o detentori a qualsiasi titolo, di animali, dovranno accudirli e alimentarli secondo la specie e la razza alla quale appartengono. E’ vietato detenere animali in spazi malsani o angusti, tali da impedire i movimenti di locomo- zione tipici della specie, o in altre condizioni comunque incompatibili con la loro natura, nonché privi dell’acqua e del cibo necessari e della luce naturale. E’ vietata la detenzione promiscua in spazi confinati di animali appartenenti a specie diverse, fra loro incompatibili. Gli animali detenuti all’aperto in spazi confinati devono avere la possibilità di ripararsi dal sole e dalle intemperie. E’ vietato lasciare vagare i cani da soli, senza il controllo del proprietario o detentore.
Art. 5 – Maltrattamento di animali E’ vietato mettere in atto qualsiasi maltrattamento o comportamento lesivo nei confronti degli animali e che contrasti con le vigenti disposizioni. E’ vietato addestrare animali ricorrendo a violenze, percosse o costrizione fisica. E’ vietato utilizzare animali per il pubblico divertimento in contrasto alla normativa vigente ed in particolare modo a scopo di scommesse e combattimenti tra animali. Per il rispetto e la tutela degli animali e della salute pubblica, è vietato su tutto il territorio co- munale offrire animali di qualsiasi specie quale premio di vincite in gare e giochi di qualsivoglia natura o quale omaggio a qualsiasi titolo; la normativa non si applica alle associazioni animaliste e ambientaliste (regolarmente iscritte al registro del volontariato o degli enti giuridici) nell’ambito delle iniziative a scopo di adozione. E’ vietato trasportare animali sul territorio del Comune in condizioni e con mezzi tali da procu- rare loro sofferenza, ferite o altri danni fisici. Le condizioni di trasporto devono essere idonee per temperatura, aerazione e luminosità e devono prevedere uno spazio minimo che permetta il mantenimento della posizione eretta e del decubito. Qualora gli animali, per motivi oggettiva- mente dimostrabili, debbano essere custoditi sul mezzo per un periodo di tempo più lungo del trasporto vero e proprio, deve essere fornita loro acqua, cibo e aerazione sufficiente secondo le esigenze fisiologiche della specie, e il veicolo deve essere sistemato al riparo dal sole e dalle temperature elevate o ridotte.
Art. 6 – Abbandono di animali
E’ severamente vietato abbandonare qualsiasi tipo di animale in qualunque parte del territorio comunale.
Art. 7 – Avvelenamento di animali E’ severamente proibito a chiunque spargere o depositare in qualsiasi modo, e sotto qualsiasi forma, su tutto il territorio comunale (proprietà pubbliche e private), alimenti contaminati da sostanze velenose in luoghi ai quali possano accedere animali, escludendo le operazioni di de- rattizzazione e disinfestazione, che devono essere eseguite con modalità tali da non interessare
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e nuocere in alcun modo ad altre specie animali. I medici veterinari, privati o operanti all’interno dell’Azienda Sanitaria Locale, sono obbligati a segnalare all’Amministrazione tutti i casi di avvelenamento di animali di cui vengano a cono- scenza. In detta segnalazione dovranno essere indicati il tipo di veleno usato e la zona in cui gli avvelenamenti si sono verificati. Qualora si verificassero casi di avvelenamento nelle aree extraurbane o nelle zone destinate a ripopolamento e cattura, il Sindaco, ai fini della tutela della salute pubblica e dell’ambiente, po- trà emanare provvedimenti di limitazione o cessazione dell’attività venatoria e/o delle altre atti- vità ad essa collegate.
Art. 8 – Divieto di accattonaggio con cuccioli o animali non in buono stato di salute o maltrat- tati
E’ fatto assoluto divieto di utilizzare animali per la pratica dell’accattonaggio. I felini, i roditori, i cani di età inferiore ai sei mesi, gli animali in cattivo stato di salute, gravidi, in fase di allattamento o comunque costretti in evidenti condizioni di maltrattamento, saranno se- questrati dagli organi di vigilanza e ricoverati presso il canile sanitario o presso il canile rifugio o presso altre strutture adeguate. Per i cani privi di codice identificativo, peraltro obbligatorio, vale quanto previsto dalla legge regionale 10/97 e successive modificazioni. Gli animali seque- strati verranno registrati, curati, vaccinati, presso il Servizio Veterinario dell’AUSL. Detti ani- mali potranno essere affidati ai cittadini che ne faranno richiesta di adozione, se in possesso dei requisiti necessari.
Art. 9 – Esposizione di animali
E’ consentito esporre nelle vetrine dei negozi e nei mercati ambulanti, anche per fini commer- ciali, animali vivi nel rispetto delle seguenti prescrizioni: la gabbia di animali diversi dagli uccelli deve avere il pavimento non grigliato e deve essere do- tata di materiale igienico assorbente non nocivo per gli animali (con esclusione dei fogli di gior- nale); le gabbie degli uccelli devono disporre di un numero sufficiente di posatoi; le gabbie devono essere riparate dal sole, dalla pioggia e dalle basse o elevate temperature; l’illuminazione artificiale, se presente, dovrà essere direzionata in modo da non arrecare distur- bo e posizionata a distanza idonea per evitare un eccesso di calore; tutti gli animali devono essere comunque mantenuti in condizioni conformi alle esigenze fisiolo- giche ed etologiche delle singole specie. I rivenditori di animali nei mercati ambulanti e nelle fiere, oltre a rispettare le prescrizioni di cui al precedente articolo, dovranno organizzare lo spazio destinato alla vendita in modo da tenere gli animali arretrati di 2 metri dalle zone di transito, e dovranno vigilare affinché il pubblico non arrechi disturbo diretto agli animali, esponendo anche uno o più cartelli con la dicitura “vietato toccare gli animali”; durante la notte gli animali non potranno rimanere chiusi in spazi angusti e non ventilati; ai cani dovrà essere consentita la sgambatura almeno una volta al giorno, negli orari che dovranno essere comunicati preventivamente agli organi di controllo. La detenzione in gabbia, laddove consentita ai sensi dell’art. 4, comma 4°, ad eccezione del trasporto che dovrà rispettare le prescrizioni di cui all’art. 5, comma 5°, dovrà avvenire nel ri- spetto dei seguenti orientamenti:
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GATTI peso del gatto kg
superficie minima del pavimento della gabbia mq
altezza minima della gabbia cm 0,5-1 0,20 50 1-3 0,30 50 3-4 0,40 50 4-5 0,60 50 La superficie minima è calcolata per ciascun animale. Le gabbie devono essere munite di contenitori per escrementi e di una superficie per il riposo
CANI altezza del cane (a partire dalla spalla) cm
superficie minima del pavimento della gabbia mq altezza minima della gabbia cm 30 0,75 60 40 1,00 80 70 1,75 140 La superficie minima è calcolata per ciascun animale. Le gabbie devono essere munite di contenitori per escrementi e di una superficie per il riposo
PICCOLI RODITORI E CONIGLI specie
superficie minima del pavimento della gabbia cmq
altezza minima della gabbia cm Piccoli roditori 180 12 Porcellino d’India 600 18 Coniglio 1 kg 1.400 30 Coniglio 2 kg 2.000 30 Coniglio 3 kg 2.500 35 Coniglio 4 kg 3.000 40 Coniglio 5 kg 3.600 40 La superficie minima è calcolata per ciascun animale. Le gabbie devono essere munite di una superficie il riposo
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VOLATILI: fino a tre animali adulti, la lunghezza, la larghezza e l’altezza della gabbia devono essere di sei volte superiori alle rispettive misure del volatile di maggiori dimensioni; se vengo- no tenuti più di tre animali, le misure minime sono aumentate in modo proporzionale.
ANIMALI ACQUATICI: i pesci devono essere mantenuti in acqua sufficiente, nella quale il quantitativo di ossigeno disciolto dovrà essere garantito da almeno un insufflatore elettrico di aria; qualora l’acquario non disponga di un impianto filtrante, dovrà essere garantito il ricambio di acqua giornaliero; la lunghezza della vasca deve essere pari almeno a cinque volte quella del pesce più lungo ospitato; è vietato l’utilizzo di acquari sferici e comunque con pareti curve di materiale trasparente. Le prescrizioni di cui al precedente articolo non si applicano all’esposizione di animali da parte di associazioni animaliste o ambientaliste (regolarmente iscritte al registro del volontariato o degli enti giuridici) nell’ambito delle iniziative a scopo di adozione, purché la stessa non si pro- tragga per più di 4 ore consecutive. E’ fatto divieto di esporre, a qualsiasi titolo, cuccioli lattanti, anche in presenza della fattrice. Tutti gli animali esposti dovranno essere protetti dai raggi solari e dalle intemperie ed essere provvisti di acqua e cibo.
TITOLO III - CANI
Art. 10 – Dimensione dei recinti
I cani devono essere tenuti secondo le seguenti condizioni di minima, al fine di garantire loro un sufficiente livello di benessere: la corretta custodia e detenzione di cani in spazi privati aperti deve essere effettuata mediante recinzioni che tutelino il benessere degli animali e la sicurezza pubblica; all’interno della superfi- cie recintata, i cani devono disporre di una cuccia, di dimensioni adeguate alla mole dell’animale, ben coibentata ed impermeabilizzata, con all’interno un pianale rialzato in mate- riale plastico o in listelli di legno. i cani detenuti in spazi delimitati, in rifugi e canili pubblici e privati, necessitano di un’area di al- meno mq. 8 per ogni capo adulto e di unasuperficie aggiuntiva, oltre la parte coperta con an- nesse cucce, di mq. 4 per ogni ulteriore capo adulto.
Art. 11 – Divieto di detenzione a catena
E’ vietata la detenzione dei cani alla catena; qualora si renda indispensabile, per motivazioni oggettivamente dimostrabili, occorre che all’animale sia assicurata la possibilità di muoversi li- beramente e che la catena sia mobile, munita di due moschettoni girevoli, con anello aggancia- to ad una fune di scorrimento di almeno cinque metri di lunghezza. La misura della catena deve tenere conto dell’altezza da terra della fune di scorrimento, in modo che l’animale abbia a di- sposizione una superficie non inferiore a quella prevista per la detenzione dei cani in spazi de- limitati (mq. 8); i cani detenuti a catena devono poter raggiungere il riparo, la cuccia e i conte-
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nitori dell’acqua e del cibo, e devono disporre di tutto lo spazio consentito dalla lunghezza del cavo e della catena senza alcun impedimento.
Art. 12 – Accesso ai giardini, parchi ed aree pubbliche
Ai cani accompagnati dal proprietario o da altro detentore è consentito l’accesso a tutte le a- ree pubbliche e di uso pubblico, compresi i giardini e i parchi. E’ fatto obbligo di utilizzare il guinzaglio e, ove sia necessario, anche la apposita museruola qualora gli animali possano determinare danno o disturbo agli altri frequentatori. E’ vietato l’accesso ai cani in aree destinate e attrezzate per particolari scopi, come le aree giochi per bambini, quando a tal fine siano chiaramente delimitate e segnalate con appositi car- telli di divieto.
Art. 13 – Aree e percorsi destinati ai cani
Nell’ambito di giardini, parchi ed altre aree a verde di uso pubblico, possono essere individua- ti, mediante appositi cartelli e delimitazioni, spazi destinati ai cani, dotati anche delle opportune attrezzature. Negli spazi a loro destinati, i cani possono muoversi, correre e giocare liberamente, senza guinzaglio e museruola, sotto la vigile responsabilità degli accompagnatori, senza determinare danni alle piante o alle strutture presenti. I cani che, a conoscenza dei proprietari, sono carat- terialmente aggressivi o mordaci, devono essere dotati di museruola.
Art. 14 – Obbligo di raccolta degli escrementi
I proprietari o detentori a qualsiasi titolo di cani, hanno l’obbligo di raccogliere gli escrementi prodotti dagli stessi sul suolo pubblico, in modo da mantenere e preservare lo stato di igiene e decoro del luogo. L’obbligo di cui al presente articolo sussiste per qualsiasi area pubblica o di uso pubblico (via, piazza, giardino o altro) dell’intero territorio comunale. I proprietari e/o detentori di cani, con l’esclusione di animali per guida non vedenti e da essi accompagnati, che si trovano su area pubblica o di uso pubblico hanno l’obbligo di essere muniti di apposita paletta o sacchetto o altro idoneo strumento per una raccolta degli escre- menti al fine di ripristinare l’igiene del luogo.
TITOLO IV - GATTI
Art. 15 – Definizione dei termini usati nel presente titolo
Per “gatto libero” si intende un animale che vive in libertà, di solito insieme ad altri gatti.
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Per “colonia felina” si intende un gruppo di gatti che vivono in libertà e frequentano abitual- mente lo stesso luogo. La persona che si occupa della cura e del sostentamento delle colonie di gatti che vivono in libertà è denominata “gattaio” o “gattaia”.
Art. 16 – Proprietà dei gatti liberi
I gatti liberi che vivono nel territorio comunale appartengono al Patrimonio Indisponibile dello Stato.
Art. 17 – Compiti dell’Azienda Sanitaria
L’Azienda Sanitaria provvede, in collaborazione con il Comune ed in base alla normativa vi- gente, alla cura e sterilizzazione dei gatti liberi reimmettendoli in seguito all’interno della colonia di provenienza. La cattura dei gatti liberi, per la cura e la sterilizzazione, potrà essere effettuata sia dall’Azienda Sanitaria, in collaborazione con il Comune e le associazioni di volontariato, che dai/dalle gat- tai/e o da personale appositamente incaricato dall’Amministrazione Comunale.
Art. 18 – Cura delle colonie feline da parte dei/delle gattai/e
Il Comune riconosce l’attività benemerita dei cittadini che, come gattai/e, si adoperano per la cura ed il sostentamento delle colonie di gatti liberi. I volontari gattai/e saranno identificabili da un tesserino di riconoscimento fornito dal Comune. Al gattaio/a deve essere permesso l’accesso, al fine dell’alimentazione e della cura dei gatti nel rispetto delle norme igieniche, a qualsiasi area di proprietà pubblica dell’intero territorio comu- nale, nel quale risulti vivere stabilmente una colonia felina, indipendentemente dal numero di soggetti che la compongono. L’accesso dei/delle gattai/e a zone di proprietà privata è subordinato al consenso del proprie- tario.
Art. 19 – Colonie feline
Le colonie feline sono tutelate dal Comune di Senigallia che, nel caso di episodi di maltratta- mento, si riserva la facoltà di procedere a querela nei confronti dei responsabili secondo quan- to disposto dal comma 1 dell’articolo 638 del Codice Penale. Le colonie di gatti liberi non possono essere spostate dal luogo dove abitualmente risiedono; eventuali trasferimenti potranno essere effettuati in collaborazione con l’Azienda Sanitaria ed esclusivamente per comprovate e documentate esigenze sanitarie.
Art. 20 – Alimentazione dei gatti
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I/le gattai/e sono obbligati a rispettare le norme per l’igiene del suolo pubblico, evitando la di- spersione di alimenti e provvedendo alla pulizia, dopo ogni pasto, della zona dove i gatti sono alimentati.
Art. 21 – Cantieri
- I vari soggetti pubblici e/o privati che intendono eseguire opere edili e/o di restauro conser-
vativo, di carattere pubblico e/o privato, i cui interventi sono ricadenti in zone interessate dalla presenza di gatti liberi o colonie feline, debbono provvedere, prima dell’inizio dei lavori, a dar- ne comunicazione scritta all’Assessorato alle Politiche Ambientali del Comune che, in collabo- razione con il Servizio Veterinario dell’AUSL ed ai gattai, individuerà un’idonea collocazione temporanea e/o permanente per detti animali. Tale collocazione dovrà, possibilmente, essere vicina al luogo di provenienza dei gatti e garantire la possibilità di continuare ad alimentare gli animali.
TITOLO V - DISPOSIZIONI FINALI
Art. 21 – Sanzioni
- Ai sensi del capo 1° della Legge 24/11/1981 n. 689, per le violazioni di norme di cuial pre-
sente Regolamento, si applicano le sanzioni amministrative di cui all’art. 7/bis del D.Lgs. 267/00.
Art. 22 – Incompatibilità ed abrogazione di norme
Dalla data di entrata in vigore del presente Regolamento decadono tutte le norme con esso in- compatibili eventualmente contenute in altre disposizioni comunali.